Gli alunni di Chiari si raccontano: le “aspettative” (prima parte)

Inizia così il viaggio alla scoperta delle esperienze e dei ricordi dei nostri ex studenti

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Come anticipato la volta scorsa (lo trovate qui), riportiamo di seguito alcune brevi memorie, sensazioni e ricordi dei nostri studenti ed ex studenti che hanno voluto così mettere “nero su bianco” alcuni momenti della loro vita scolastica. Emozioni intense che non li abbandoneranno mai, come quelle del primo giorno. Scorrendo la pagina impareremo a conoscerli…

“Il mio primo giorno di scuola ero agitato e, allo stesso tempo, molto felice. Ho preso un pullman, sono arrivato a Chiari e ho iniziato a camminare. Entrato a scuola non sapevo bene dove andare: vedevo moltissima gente. E’ infine arrivata una professoressa che ci ha accompagnato nella nuova ala della scuola. Siamo stati divisi nelle classi e siamo entrati in aula. Lì abbiamo iniziato a conoscerci. Per prima ho conosciuto una ragazza a cui piaceva molto leggere, poi un’altra compagna che si chiamava come una mia amica ed è molto chiacchierona. Alla fine ho conosciuto un po’ tutti: dalla più simpatica della classe a quelli he sarebbero diventati i vicini di posto per tutto l’anno. Il mio primo giorno di scuola è stato bello e intenso. Da questo percorso mi aspetto di imparare molto”. D.

“La mattina del 12 settembre ci siamo incontrate alle 6:45 per recarci a scuola, siamo salite sull’autobus e poco dopo eccoci già lì, senza aver quasi dormito per la troppa ansia. Appena entrate nella struttura, molto diversa dalle medie, hanno indirizzato ognuno nelle rispettive classi.  Un po’ la timidezza del primo giorno si faceva sentire e, almeno tra noi due, non abbiamo più scambiato neanche una parola (a differenza di adesso). Il primo con cui abbiamo interagito è stato un compagno molto simpatico e un po’ chiacchierone. Con il passare del tempo abbiamo fatto nuove amicizie e preso confidenza con questa nuova avventura”. G. e B.

Ho scelto questa scuola perché vorrei diventare stilista o modellista. Mi aspetto di imparare tutto sulla moda per poi aprire un negozio tutto mio. Questo indirizzo del Cfp è partito giusto quest’anno e l’ho saputo solo alla fine dell’estate, giusto in tempo, dunque”. C.

Il primo giorno al Cfp sono entrato con alcuni amici che successivamente non sarebbero stati in classe con me. Siamo arrivati in corridoio dove c’erano tantissimi altri ragazzi e, qui, abbiamo incontrato un ulteriore nostro conoscente di Chiari . é stato lui a presentarmi il primo dei miei futuri compagni. Da quel momento l’agitazione si è un po’ affievolita: non ero più solo. Abbiamo seguito il professore in laboratorio e lì ci ha spiegato regolamento ed orari. All’uscita ho ritrovato sul pullman gli amici con cui ero arrivato la mattina. Avevamo tutti passato dei bei momenti. Sono tornato a casa contento e soddisfatto d’essermi ben ambientato”. I.

“Ho scelto il Cfp per molte ragioni. La prima è che saper cucire credo mi darebbe molte soddisfazioni, sia che stia riparando un abito vecchio oppure o ne stia realizzando uno ex novo. Competenze del genere aumenterebbero la mia autostima, stimolerebbero la mia creatività, mi farebbero sentire utile e unica. Tutti i capi che mi cucirò li avrò solo io. Ogni volta che farò modifiche ad un abito, ogni volta che comprerò una stoffa, seguirò il mio gusto. Sarò indipendente. Non dovrò chiedere né alla sarta, né a mia madre o mia nonna se abbiano tempo per cucirmi un bottone, aggiustarmi la cerniera. Tra poco sarà tutto un lavoro mio. Ma c’è altro: è rilassante guardare, toccare, passare un tessuto sotto la macchina da cucire e vederlo trasformato in qualcosa di utile. Finora è stato un hobby, qualcosa di coinvolgente che occupa e libera la mente, che fa dimenticare stress e brutti momenti. Ora studierò, imparerò, e diventerà qualcosa di più. Portando sempre con me un piccolo set da cucito saprò essere indipendente ovunque mi trovi e sarà rassicurante. Fuori casa, se ne avrò bisogno o qualcuno me lo dovesse chiedere, saprò rammendare o sistemare vestiti o altro. Ho scelto questo corso perché credo possa trasformare un passatempo in lavoro. Questo è il mio sogno: diventare sarta e stilista”. S.

“Sarebbe un sogno diventare stilista professionista. Quello della moda è un universo fantastico, un emozionante mondo ‘a colori’, un futuro potenziale fatto di tanta bellezza. Ed è con i professori che scopriamo ogni giorno una piccolo pezzo in più di quest’universo fantastico. Quando ero piccola amavo già vestirmi alla moda, cosa che mi piace ancora, e credo diverrebbe vera emozione se in futuro significasse indossare abiti cuciti da me. E magari preparare i miei modelli per una sfilata”. P.

“Ho scelto questa scuola non perché me l’hanno consigliata, ma perché ho avuto l’occasione di prender parte ad un open-day e, da quanto ho visto, mi è subito piaciuta. Dicono anche sia una scuola che offre buone opportunità per il lavoro: credo di aver scelto per il meglio”. K.

“Abbiamo conosciuto questa scuola grazie ad un nostro professore delle medie e abbiamo scelto d’scriverci dopo che alcune persone ce ne hanno confermato la bontà. Conoscere i nuovi compagni è stato divertente e coinvolgente: abbiamo ritrovato in loro caratteristiche comuni ai nostri vecchi amici. Quando siamo entrate in aula, il primo giorno, ci ha sorpreso soprattutto vedere quanto fosse diversa dalle solite. Era predisposta per noi, per le nostre esigenze. Già dai primi giorni abbiamo appreso con curiosità nuove tecniche sartoriali che avremo modo di sviluppare in seguito, conosciuto i nuovi professori (molto simpatici) e apprezzato davvero il fatto che abbiano fatto di tutto per farci sentire a nostro agio nel nuovo ambiente. Alcune materie all’inizio sembravano difficili ma si sono in seguito dimostrate alla nostra portata. Da questa scuola ci aspettiamo un futuro da stiliste indipendenti, in grado di svolgere il proprio lavoro con capacità e professionalità”. E. e H.

“Il nostro corso è dedicato alla moda e alla sartoria e, fin dall’inizio, progetti e iniziative messe in campo parallelamente allo studio più tradizionale si sono dimostrate numerose: da visita di musei a sfilate che potremmo realizzare noi stesse. Abbiamo la possibilità di lavorare con insegnanti a contatto con il mondo della moda, e questo è una grande valore aggiunto. Durante le prime settimane la nostra inesperienza ci aveva reso titubante insicure sul percorso,  ma le rassicurazioni dei professori ci hanno rincuorate. Con il docente di stile, inoltre, abbiamo iniziato ad indagare la ricerca di nuovi look e presto impareremo a disegnare abiti: una grande emozione. Questo percorso ci permetterà di arrivare alla qualifica professionale alla fine del terzo anno, potremo poi frequentare un quarto anno tecnico, e infine inserirci nel settore della moda come fashion designer. Ma ci sono tante altre opportunità lavorative in questo mondo, come anche solo il fotografo di moda. Questo corso offre molti sbocchi e pensiamo sia un’opportunità per tanti futuri ‘artisti'”. C. e G.

“Il nostro istituto, il Cfp di Chiari, ha aperto quest’anno un nuovo corso di sartoria che dà la possibilità d’apprendere come confezionare abiti e venire a contatto con il mondo della moda. Nelle prime settimane ci sono state presentate nuove materie, progetti, e professori. Due di loro, abbiamo anche scoperto, sono importanti professionisti del settore. Il primo, uno stilista internazionale, e la seconda, titolare di un’azienda che produce abiti, ci hanno messo a parte delle loro competenze lavorative. Qui ci aspettiamo d’imparare a dovere come disegnare abiti, realizzarli, e diventare capaci operatori nel settore della moda. Magari un giorno potremo vedere sfilare in passerella capi preparati da noi”. A. e V.

“Al Cfp mi aspetto di fare amicizia con i nuovi compagni, essere promosso, spero, con buoni voti, e in futuro trovare una buona occupazione. Ricordo come il primo giorno di scuola fossi un po’ impaurito, ma per fortuna c’era con me un amico delle elementari col quale ho scoperto sarei stato in classe. Alla prima ora un professore molto simpatico ci ha accolto mettendoci a nostro agio. Ci avrebbe istruito in Informatica e Personalizzazione. CRispetto alle medie? Pochi compiti, professori non tanto severi, amichevoli e rispettabili, compagni responsabili, macchinette, niente sabato e due ricreazioni”. W. M. P.