Gli alunni di Chiari… “Lo stage” (parte prima)

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Continua la narrazione delle esperienze degli studenti:

“Ho svolto due tirocini, in seconda udienza n mese e mezzo e in terza di due . Il primo approccio è stato difficile: durante le prime settimane mi sentivo triste, soprattutto perché  non ero abituato ad alzarmi presto e rincasare la sera. Non vedevo l’ora di rientrare a scuola. In terza, invece, è stato più coinvolgente perché lavoravo sempre a fianco di un giovane tutor aziendale. Stavo tutto il giorno con lui, un bravo ragazzo, e parlavamo anche di cose personali, ridevamo e scherzavamo. Addirittura un giorno mi ha invitato ad accompagnarlo ad una partita di calcio a Torino.. Penso che lo stage sia una grande esperienza che aiuterà molto per il futuro, quando andrò a lavorare”. A.

Ho scelto questa scuola perché da grande desideravo fare l’idraulico. Mi sono ambientato benissimo sia con i professori che con i compagni. Il docente della materia professionale mi è piaciuto da subito perché durante le lezioni si esprimeva molto bene e si capivano al volo gli argomenti. Verso novembre ho realizzato il primo impianto idraulico: consisteva nel portare acqua calda e fredda ad un lavabo e, ultimata l’esercitazione, mi sono trovato soddisfatto di ciò che avevo creato. Due i periodi di stage che ho affrontato finora. Durante il primo, di 280 ore,  non ero abituato a fare cose diverse dalla scuola poi però, pian piano, ho iniziato a capire e ad apprendere quello che mi diceva il capo. In terza è stato molto più piacevole: sono tornato nella stessa azienda dove conoscevo già tutti e, in più, sapevo già cosa fare quando mi veniva richiesto qualcosa. E’ durato360 ore in tutto e non è stato privo di momenti divertenti grazie alla maggiore confidenza con gli operai. Dopo questo secondo stage siamo tutti tornati a scuola più carichi e abbiamo iniziato subito a prepararci per gli esami del terzo anno. Per l’occasione sviluppato una tesina sugli elementi riscaldanti che mi è ben riuscita, così come la sua esposizione. Gli scritti, tranne matematica, sono andati abbastanza bene. Questo sarà il mio ultimo anno di Cfp, un’ambiente in cui mi sono trovato benissimo e per cui ringrazio i professori. Mi impegnerò al massimo per essere promosso. Consiglio questa scuola a tutti coloro che vogliano imparare un mestiere”. S.

Il periodo di stage, secondo me, è davvero importante: offre una visuale diversa del mondo del lavoro ed è anche un’esperienza di vita, di quella vita che, finiti gli studi, dovrai sperimentare tutti i giorni. Durante gli stage ho cercato d’imparare il più possibile nel miglior modo possibile. Uno dei motivi per cui ho scelto il Cfp è proprio questo: l’opportunità del tirocinio e più in generale delle pratica. Consiglio questa scuola perché, finiti gli studi, si è già pronti a lavorare”. M.

“Durante questi anni passati al Cfp di Chiari mi sono trovato molto bene sia con i compagni che con i professori e la scuola in sé. I primi tre anni sono stati difficili: non si studiava tanto ma qualcosa comunque bisognava studiare. In prima andavo abbastanza bene, in seconda altrettanto, ed in terza sono migliorato ulteriormente. Abbiamo svolto uno stage in seconda e uno in terza. Il professore sceglieva per ognuno di noi una ditta del nostro settore. Qualche giorno prima d’iniziare avevo paura, temevo il fatto di non conoscere nessuno o di non stare simpatico. il giorno in cui dovevo recarmi in azienda mi sono svegliato, ho fatto colazione e mi sono fatto accompagnare in azienda (anche se distava solo 500m da casa mia). Entrato, mi sono presentato ed ho salutato tutti. Dopo qualche minuto mi hanno accompagnato in ufficio per mettermi al lavoro su AutoCAD. Dopo alcuni giorni mi hanno fatto esperienza di magazzino, che mi è piaciuta molto. Ho appreso anche a preparare le consegne, e così via e, in un attimo, era già arrivato l’ultimo giorno. Non avrei mai più voluto che finisse, chi l’avrebbe detto. Mi piaceva lavorare lì e ho salutato a testa alta ma presagendo già un po’ di nostalgia. In terza vi ho fatto ritorno e…  il primo giorno ero nuovamente terrorizzato. Questa volta, tuttavia, mi è bastato raggiungere l’ingresso dell’azienda e la paura è cessata. Come sempre mi sono comportato bene: ho dato una mano al banco vendita e in magazzino. Ho seguito alcuni magazzinieri che mi hanno spiegato tutto i loro e mie incarichi nel dettaglio. E anche questa volta non avrei voluto arrivasse il giorno di salutarli. Ho ringraziato tutti della bella dell’esperienza, qualcosa che mi auguro possa rinnovarsi anche quest’anno, il quarto”. M.

Durante il mio secondo anno di formazione. qui al Cfp, siamo stati assegnati ad un’azienda per lo svolgimento di un periodo di stage. Il primo giorno, dopo che avevo già contattato i datori di lavoro, mi sono presentato in sede all’orario prescelto. Durante il viaggio di andata ero nervoso, continuavo a pensare a cosa mi avrebbero insegnato e a cosa avrei combinato di sbagliato. Una volta arrivato lì mi sono avviato verso l’entrata, dove sono stato calorosamente accolto. Io, con la mia indole timida, ho salutato tutti con un semplice ‘buongiorno’ e ho iniziato ad ascoltare le disposizioni che mi venivano date. Ho aiutato quindi a caricare il furgone, a chiudere il telo, e siamo partiti. La nostra meta era un ospedale che stava rimettendo a nuovo un’ala del complesso. Lì io e gli altri abbiamo parlato un po’ di più e ci siamo conosciuti meglio: mi hanno chiesto se fossi in grado di ben installare la canapa, ma non ci avevo preso molto la mano a scuola e non mi sentivo sicuro. Mi hanno insegnato dei trucchetti per applicarla al meglio e mi ricorderò sempre una loro frase: ‘la canapa è tua amica’, dato che il teflon veniva usato raramente. Arrivato l’orario in cui potevamo chiudere l’acqua ci siamo messi al lavoro: avevamo già preparato attrezzi e materiale, e non abbiamo fatto soste fino al completamento del lavoro. Nel viaggio di ritorno mi hanno ‘interrogato’ sul nome di utensili e raccordi. Certi nomi li conoscevo, altri mi erano totalmente nuovi. Giunti in magazzino abbiamo scaricato il materiale che non serviva negli impieghi successivi e sono tornato a casa. Ringrazio il Cfp e l’azienda per la fantastica esperienza offertami e che spero sia riuscito a sfruttare al meglio”. M.

“Lo stage mi ha insegnato molto: ad essere puntuale o, meglio, in anticipo, ad usare tantissime attrezzature, ma soprattutto ho imparato l’importanza di non affrontare lavorazioni con superficialità ma svolgere tutto con grande concentrazione. Ovviamente ho conosciuto tante persone nuove”. Y.

“Durante lo stage ho appreso come essere più responsabile. Sono entrato nel mondo del lavoro e mi sono abituato ad essere puntuale. Ho avvertito una crescita a livello personale quanto lavorativo. Il primo anno  sono stato messo alla prova per capire cos’ero in grado di fare. Il secondo, invece, sono stato ‘impiegato’ in uno studio tecnico. Non ho fatto molto schemi in AutoCAD, ma ho avuto ruoli di affiancamento nelle relazioni tecniche. Tutto sommato sono state entrambe belle esperienze”. B.

“Nello stage ho imparato tantissimo. Sono cresciuto, ho capito meglio com’è il lavoro. Quest’anno spero di ripetere l’esperienza e d’imparare ulteriormente come svolgere bene il mio futuro lavoro. Spero anche di fare nuove esperienze rispetto agli anni precedenti per essere poi pronto a quello che è il duro e difficile mondo che mi aspetta”. F.

“Nel corso dello stage ho appreso come collaborare con nuovi colleghi, e svolgere in autonomia lavori cui non ero abituato. Ho imparato a prendermi la responsabilità di certe mie attività e a utilizzare alcuni sistemi sul pc. Quest’esperienza mi è servita inoltre a capire com’è il mondo del lavoro e a rapportarmi con nuove persone. Tutto questo mi servirà anche a trovare un impiego in futuro”. H.

Durante l’attività di tirocinio ho imparato a conoscere le attrezzature di cui non avevo potuto fare esperienza a scuola, e in più mi sono sperimentato come magazziniere. Mi è servito e aiutato a capire come funziona il mondo del lavoro. Poiché non mi piace tanto l’idea di impiegarmi in un’azienda o una ditta, spero che un giorno avrò una mia attività in proprio, magari nel mio paese d’origine”. O.

“Lo stage mi ha insegnato ad essere più furbo e più sveglio da tutti i punti di vista. L’esperienza che più che mi è piaciuta è stata poi sicuramente quella del terzo anno. Devo ammettere che mi sono divertito molto con tutti i dipendenti e spero, un giorno, di tornare a lavorare con loro perché sono gentilissimi”. G.

Nello stage ho imparato a relazionarmi sia con persone all’interno dell’azienda che con quelle esterne. Ho capito quanto possa essere importante occuparsi di un lavoro che appassiona e dove ti senti a tuo agio. Lavorare in un contesto solare e allegro porta infatti a svolgere i vari compiti con maggiore ordine e concentrazione. Grazie a quest’esperienza ho appreso molto e, soprattutto, come mettere in pratica quanto studiato a scuola, ma anche farmi un’idea dell’ambito lavorativo”. L.

Grazie allo stage ho imparato soprattutto a rapportarmi con i clienti e ad esprimermi in modo corretto. Ho svolto la mia esperienza per due volte in un’agenzia viaggi per cui compilavo pratiche. Lì ho imparato a fare preventivi a computer, rispondere al telefono, scansire, archiviare, ordinare i cataloghi, svolgere commissioni in banca e in posta. Mi è servito per capire come è fatto il lavoro e come ci si comporta. Credo d’essere cresciuta dal punto di vista lavorativo e adesso sarei pronta ad accettare un impiego in ambito segretariale come in altri campi. Mi sento pronta e positiva”. E.

“Con lo stage ho imparato che la realtà è diversa da quanto spesso facciamo a scuola. Realizzare un ‘vero’ impianto elettrico, come potete immaginare, è cosa diversa dalle lezioni di laboratorio. Ho appreso ad esempio ad essere veloce nei collegamenti, perché nel mondo del lavoro non c’è tempo da perdere. Ho avuto l’occasione di fare il cablaggio d’un quadro da solo e di utilizzare attrezzi particolari. Ho imparato che fare l’elettricista è più complicato di quanto pensassi, ma resta comunque la professione che vorrei fare”. M.

“Nello stage ho imparato a riconoscere le funzioni dei vari attrezzi da lavoro, a relazionarmi con i clienti, realizzare impianti non trattati a scuola (ad esempio il montaggio dei climatizzatori e delle antenne), rispettare il capo e i colleghi, e tenere in ordine i materiali (potrebbero ostacolare il passaggio o creare danni involontari). Principalmente lo stage mi è servito per approfondire e sviluppare una conoscenza più vasta e dettagliata del settore elettrico, e conoscere processi di costruzione d’impianto nei vari edifici, nelle case come in condomini,  riconoscere e riparare i guasti tanto degli impianti elettrici che dei circuiti elettronici come i computer”. P.

“Lo stage dello scorso anno l’ho svolto in una ditta che si occupa d’installazione di impianti elettrici civili ed industriali. Siamo stati sempre nello stesso cantiere e, assieme al mio tutor aziendale, ho installato tutte le prese e i termostati, oltre alle luci interne gli uffici e i bagni. Mi ha fatto capire come funziona realmente il mondo del lavoro: bisogna stare costantemente attenti perché basta una piccola distrazione per farsi male o causare danni. Inoltre, da quando sono rientrato a scuola, capisco meglio gli argomenti di laboratorio e penso anche d’essere migliorato in manualità”. M.

Nelle prime settimane di stage abbiamo effettuato un paio di riparazioni per le connessioni internet. Ho imparato a collegare alcuni piccoli impianti di connettività e collaborato al collegamento di telecamere di sorveglianza. Non sono purtroppo riuscito a vedere l’intero arco di realizzazione del lavoro perché costretto a rientrare a scuola. Ho imparato comunque il valore di può qualità e responsabilità delle strumentazioni. Per procedere nel mondo del lavoro bisogna sudare, e posso ora dire di essere pronto. Più che altro serve essere fiduciosi nelle proprie capacità perché è grazie a quello che si va avanti. Si deve inoltre sapere restare calmi di fronte ad ogni situazione, e ora sono più determinato e fiducioso in me stesso. Ringrazio la scuola che mi ha dato questa possibilità, ma anche il datore di lavoro che ha creduto in me mi ha dato fiducia”. R.

Lo stage mi è servito a farmi un’idea di come sia il mondo del lavoro. Il tirocinio l’ho svolto due anni nella stessa azienda dove le mie principali mansioni erano passare i vari materiali (cavi e attrezzi), ma anche leggere gli schemi, pulire il laboratorio e sistemare i magazzini. Durante lo stage ho imparato alcune cose sul cablaggio dei quadri elettrici e quest’anno vorrei tornare nella stessa azienda perché so che ho ancora da imparare molto rispetto a questa tematica”. L.

“Lo stage mi ha insegnato ad essere puntuale e responsabile del lavoro che svolgo. Ho imparato il rispetto verso i miei colleghi e i tutor. Mi ha fatto inoltre capire meglio il mondo del lavoro, come operare in sicurezza e collaborare con gli altri. Mi è stato utile a maturare le mie capacità e migliorale costantemente nel corso delle attività. Sono diventato più fiducioso rispetto le mie competenze e sicuro nei confronti del mondo del lavoro”. E.

Nello stage ho imparato ad essere una persona responsabile. Ho compreso in cosa consista veramente il mondo del lavoro. mi ha fatto capire cosa voglia dire faticare ma poi provare orgoglio e soddisfazione. Ho meglio  compreso le mie capacità e i punti di forza in ambito lavorativo. Lo stage aiuta davvero molto a maturare, stimola ad essere puntuali, seri e consapevoli di ciò che si fa”. S.

“Ho imparato a integrarmi con persone che non conoscevo e a lavorare in squadra. Un giorno spero di trovare lavoro con persone come quelle conosciute durante lo stage, perché tutte gentili.  Mi hanno spiegato con pazienza molte cose, come per esempio a realizzare impianti di allarme o video citofoni, riparare cancelli elettrici, ecc…” M.

Nello stage ho imparato a relazionarmi con nuovi colleghi, e impostare il lavoro in modo diverso da quanto facessi a scuola. Inizialmente i compiti che svolgevo erano semplici poiché, non avendo esperienza, la fiducia del capo doveva essere ancora meritata. Lavoravo otto ore al giorno svolgendo comunque svariate mansioni, e se in principio portavo solo il materiale che il capo chiedeva, dopo alcune settimane quindi mi ha cominciato ad affidare incarichi di maggiore responsabilità. Durante il tempo libero, ovvero mentre lui discuteva con il cliente delle apparecchiature da installare, sistemavo il furgoncino disponendo in ordine sugli scaffali i vari materiali”. F.

Nel tempo trascorso durante lo stage ho imparato a rispettare le regole del lavoro, montare quadri elettrici, aggiustare motori e costruire macchine per la produzione di beni e materiali. Grazie a questo stage ho appreso tante cose che a scuola non avrei mai potuto pienamente conoscere e apprezzare”. S.

“Lo stage mi è servito perché sono riuscito ad apprendere meglio certe spiegazioni che a scuola non avevo ben compreso, ma mi ha anche aiutato anche a comprendere nuove ramificazioni e attività del settore. Mi è servito a meglio capire il rispetto delle regole, dell’ambiente lavorativo, di colleghi e clienti: ho appreso in particolar modo come ci si deve rapportare agli altri”. D.

Nello stage ho imparato a relazionarmi con le più svariate persone e come intrattenere un dialogo con loro. Ho appreso anche a ben gestire i tempi delle varie attività mi venissero assegnate. Ho sviluppato infine le mie capacità in campo lavorativo. Lo stage, in ultima analisi, è servito a farmi capire il mondo del lavoro e come funzioni”. J.

Nello stage che ho svolto come impiegata all’interno d’un ufficio ho imparato svariate utili competenze come, per esempio, archiviare documenti, registrare fatture su computer, fare fotocopie, lavori su programmi come Word o Excel e moltissimo altro ancora. Secondo me lo stage è una bella ed utile esperienza: mi è servito per capire come funzioni il mondo del lavoro e vi ho appreso molto”. E.

Durante lo stage mi sono fatto un’idea di com’è il mondo del lavoro. Ho imparato in particolare a gestire le telefonate dei clienti. Quest’esperienza mi è servita per conoscere nuove persone e, perché no, maturare dei contatti per quando avrò terminato la scuola e sarò alla ricerca di un lavoro”. M.

Durante il periodo di stage effettuato in un’agenzia immobiliare ho imparato svariate cose: oltre ad utilizzare un software di gestione e altri applicativi, ho appreso come stare a contatto con i clienti e gestire le loro richieste sia in modo diretto che indirettamente, tramite telefonate ed email”. D.

Durante lo stage da me effettuato presso un’azienda produttiva ho imparato come controllare la contabilità, compilare contratti di vendita, realizzare preventivi, rispondere al telefono in lingua inglese e compilare moduli relativi ai dipendenti. Ho appreso anche come creare e registrare le fatture con il programma di contabilità”. A.

Con lo stage ho imparato a comunicare e relazionarmi con molte persone. Ho capito come mettere in pratica le mie conoscenze, e ho preso visione di come funzioni davvero il mondo del lavoro, compreso che niente è facile, ma nulla è impossibile. Lo stage, su tutto, mi ha insegnato quanto sia importante la serietà sul luogo di lavoro. Sono cresciuta tantissimo circa l’ambito lavorativo. L’esperienza di tirocinio mi ha resa più decisa e convinta rispetto a quello che voglio. Qualcosa sicuramente da rifare”. X.

“In stage ho imparato a tenere i ritmi di lavoro di un’azienda, a convivere ed esprimermi in modo corretto con altri lavoratori. Tramite questa attività ho arricchito le mie competenze lavorative e personali, arricchendo anche il mio curriculum vitae. Sono stato in seguito assunto proprio da quell’azienda con un contratto di apprendistato volto lo scorso anno alla qualifica. Quest’anno, lavorando e studiando, raggiungerò il diploma professionale e, in questo modo, ho potuto ampliare le mie possibilità lavorative future”. G.