Alice e Sara: stage a Malaga all’alba del Coronavirus

Due studentesse raccolgono i ricordi dell'esperienza che le ha viste studiare e sperimentarsi in Spagna

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Lontani i tempi in cui la mobilità era ridotta a causa del Covid-19, quattro studentesse del CFP Zanardelli di Desenzano hanno avuto la preziosa possibilità di svolgere un tirocinio di lavoro all’estero, e precisamente a Malaga. E se l’emozione per la partenza era tanta, al loro rientro l’entusiasmo per l’esperienza vissuta è stato altrettanto palpabile. Grate alla scuola per aver dato loro questa opportunità, hanno voluto raccontarci com’è andata. Cominciamo da Sara Scarpari e Alice Maggio, della classe III estetica.

Allora ragazze, come è stata l’esperienza di stage a Malaga?

S.) “E’ stata delle migliori: sono stata collocata in un centro estetico molto piccolo, nel quale ho imparato nuove tecniche di lavoro e a eseguire nuovi trattamenti corpo. E’incredibile quanti trattamenti si possano effettuare in uno spazio ridotto!”

A.) “Senza dubbio molto costruttiva, stimolante e oserei dire… indimenticabile!”

 

E’stato tutto come vi aspettavate?

S.) “L’esperienza ha superato di gran lunga le mie aspettative: mi sono trovata molto bene sia con le colleghe che con la famiglia ospitante. E’stato interessante confrontarsi con cultura e abitudini diverse e poi , essendo io proveniente da un piccolo paesino, vivere per un mese in una grande città”.

A.) “All’inizio è stato abbastanza complicato collaborare con le bravissime estetiste spagnole, ma dopo un paio di giorni hanno saputo mettermi a mio agio, insegnandomi con molta pazienza le caratteristiche di vari trattamenti e qualche trucchetto del mestiere. E’ stato molto meglio di come me lo sarei aspettata”.

 

Come vi siete trovate con la lingua?

S.) “Non conoscevo lo spagnolo e, di conseguenza, la prima settimana ho comunicato un po’ a gesti, a volte utilizzando la lingua inglese e in altri casi un’App di traduzione Successivamente, grazie ai corsi di spagnolo (cui ho partecipato fin dal primo giorno), organizzati dal centro linguistico San Fernando, ho preso dimestichezza con la lingua locale”.

A.) “L’impatto con la lingua è stato sicuramente difficile, perché abbiamo dovuto velocemente adattarci ad essa per lavorare”.

4) Quali sono state le principali difficoltà che avete dovuto affrontare? Se ce ne sono state ovviamente…

S.) “Non ho riscontrato vere e proprie difficoltà, anche se i primi giorni sono stati ardui a causa degli spostamenti in città. Nonostante ciò, professori e tutor sono stati disponibili per ogni nostra esigenza”.

A.) “Beh, non è stato facile inizialmente vivere in luoghi totalmente estranei a me, insieme a persone che, prima di trovarmi lì, non avevo mai conosciuto…”

 

5) Come valutereste il modo di lavorare nel settore dell’acconciatura degli spagnoli? Sono più bravi di noi italiani? Usano tecniche diverse?

S.) “Secondo il mio parere, non ci sono grosse differenze in ambito lavorativo, a parte alcuni procedimenti nell’eseguire i trattamenti e nello sterilizzare le attrezzature. In Spagna ho avuto l’opportunità di operare di più sulle clienti”.

A.) “Io invece ho riscontrato molte differenze: le donne prestano un’attenzione particolare alle proprie unghie, di conseguenza le tecniche che utilizzano per la ricostruzione sono molto all’avanguardia. In più usano prodotti innovativi dalla resa impeccabile. Mi ha impressionato la velocità nelle operazioni e l’abituale, millimetrica precisione. Oltre a questo ho conosciuto una tecnica di massaggio di cui non avevo mai sentito parlare: la ‘maderoterapia’, che consiste in una sessione di pressoterapia seguita dall’impiego d’utensili di legno rotanti”.

 

6) Sono stati accoglienti con voi gli spagnoli?

S.) “L’accoglienza spagnola è nota a tutti e non posso che confermarne la bontà. Sono stata accolta in famiglia come una figlia. E anche sul posto di lavoro le colleghe si sono sempre di mostrate disponibili, gentili e amichevoli”.

A.) “Sicuramente si! Sia la famiglia che mi ha ospitato che le ragazze con cui ho lavorato a Malaga sono state particolarmente gentili e accoglienti nei nostri confronti”.

 

7) Voi eravate ancora all’estero quando cominciavano a diffondersi le prime, preoccupanti notizie sul Coronavirus. Avete avuto paura? vi siete preoccupate per voi e la vostra famiglia?

S.) “Non ero particolarmente allarmata, poiché non si aveva ancora la percezione della gravità della situazione. Inoltre sentivo i miei famigliari ogni giorno e mi confermavano di star bene”.

A.) “La signora che ci ospitava ci teneva costantemente aggiornate su quanto stava accadendo nel nostro Paese, ma in quel periodo in Spagna erano stati accertati solo pochi casi e la cosa non ci ha spaventato più di tanto. Due giorni prima della nostra partenza, tuttavia, il telegiornale spagnolo ha annunciato la chiusura delle frontiere italiane, preoccupandoci dell’impossibilità di tornare a casa. Per fortuna, in seguito, il nulla osta è arrivato senza problemi”.

8) Credete che questa esperienza vi abbia fatte crescere?

S.) Sì, penso che questa esperienza mi abbia fatto crescere dal punto di vista professionale e personale. È stata arricchente, stimolante e molto interessante: ho acquisito maggiori competenze lavorative, mi sono confrontata con una cultura differente e ho conosciuto persone fantastiche”. 

A.) “Penso che questa viaggio mi abbia fatto riflettere soprattutto su ciò che voglio nella mia vita e in futuro”.

9) Consigliereste di partire ai vostri compagni? Perché?

S.) “E’ certamente da fare, perché consente di mettersi in gioco”.

A.) “Consiglierei a tutti di fare un’esperienza simile: porta ad essere molto più responsabile e insegna come gestire le proprie giornate a partire dall’autobus per recarsi al lavoro, ma anche arrivare in orario alle lezioni, svegliarsi da soli, farsi il letto e la lavatrice. Per mia fortuna ho avuto una compagna fantastica (Sara n.d.r) che mi ha fatto un po’ da mamma. Mi ha fatta ridere e mi ha supportato nei miei ‘scleri’. Saremo legate per sempre grazie a questa esperienza indimenticabile”.

Sara Scarpari e Alice Maggio, classe III estetica.