Savoldi, dal Cfp alla laurea in Psicologia

Un ex studente, a breve specializzato in Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali, si racconta

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Abbiamo ricevuto una lettera da parte di un ex-alunno che con la memoria ripercorre la sua esperienza al Cfp Zanardelli di Brescia. La pubblichiamo integralmente:

Carissimi studenti,

è un grande onore per me occupare uno breve spazio sul vostro giornalino web, ma soprattutto è sempre un piacere ritornare in qualsiasi modo nel vostro istituto.

Sono Daniele Savoldi, 22 anni e attualmente dopo essermi laureato lo scorso anno in scienze e tecniche psicologiche presso l’Università Cattolica di Brescia, sto giungendo al termine del mio percorso accademico specializzandomi in Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali nella medesima università. Inoltre sono orgoglioso di essere stato uno studente della vostra scuola.

Era il 2010 quando, fra dubbi e paure, iniziai il mio percorso scolastico presso un altro istituto dove al termine dei primi tre anni ho sostenuto e superato l’esame conseguendo così la qualifica di operatore meccanico. Nel 2013 giungo, per diverse complicanze, al Cfp Zanardelli di Brescia dove ho ottenuto prima il diploma regionale di tecnico per l’automazione industriale e poi nel 2015 (in collaborazione con l’istituto Beretta) il diploma statale in manutenzione e assistenza tecnica.

Rispondere alla domanda “Che cosa è stato per te lo Zanardelli?” mi mette in connessione con tanti ricordi ed emozioni che custodisco tutt’ora con cura.
Per me, lo Zanardelli, è stato una palestra formativa dal punto di vista professionale grazie alla competenza e professionalità dei suoi docenti ma in modo particolare è stato una palestra di vita grazie alla visione fortemente umanistica adottata dalla scuola: insomma per dirla in breve, prima mi sono sentito persona e poi studente e tutto ciò vi assicuro che non è da tutti.
Quando racconto del mio percorso scolastico, le persone sono solitamente attratte dal passaggio da una disciplina puramente tecnica ad una umanistica.
Spesso mi chiedono: “perché questa scelta?”, e io sorridendo rispondo a loro che a volte è il mondo, costituito da tante opportunità che sceglie per te.

La complicata scelta di intraprendere la strada della psicologia è avvenuta durante i lavori di preparazione della mia tesi di maturità sullo stress lavoro-correlato, i tirocini formativi e grazie al supporto della professoressa Greta Carlotti che mi ha accompagnato nel vasto mondo della psicologia. Avrei molto da raccontare su questa mia scelta, ma ciò che voglio comunicarvi è l’insegnamento che ho tratto da questa stessa: abbracciate il cambiamento senza timore e intraprendete con determinazione la strada verso i vostri sogni e vedrete che passo dopo passo arriverete al traguardo.
Consapevole che il futuro sia per noi una grande incognita, mi piacerebbe credere nell’ipotesi che nella mia mansione il mondo della meccanica e della psicologia possano abbracciarsi.

Nella speranza che possano esserci future occasioni di incontro, spendo le ultime righe per ricordarvi che siete solo ed esclusivamente voi stessi i condottieri della vostra vita; per salutare cordialmente tutti i miei docenti ringraziandoli per l’opportunità datami, permettendomi forse di essere d’aiuto per i vostri alunni. In fondo, come dice Yalom “Il modo migliore di aiutare un uomo è permettergli di aiutarvi”. La gente ha bisogno di sentirsi necessaria.

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