Luca Chirivì: il professore con la passione della kick boxing

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Laureato in ingegneria edile-architettura a Brescia nel 2009, amante del disegno tecnico e grande appassionato di kick boxing e musica (il suo maggiore rimpianto è non aver mai imparato a suonare bene la chitarra), il professor Luca Chirivì da 5 anni fa parte del corpo docente della sede di Rivoltella. Scopriamo qualcosa di più di lui.

Che cosa l’ha portata a scegliere l’insegnamento?

“Non mi sono buttato subito nell’insegnamento. È stato un percorso graduale iniziato quand’ero giovane con le lezioni private. Quando mi hanno contattato, ho voluto provare come sfida personale e, nonostante i primi due anni siano stati molto faticosi sia psicologicamente che fisicamente, è stato proprio accogliendo questi momenti difficili e vedendoli come una prova da dover superare che sono arrivato ad amare questo lavoro”.

Quindi ha passione per quello che fa?

“Assolutamente. Ogni giorno mi prefiggo degli obiettivi ed è stimolante cercare di raggiungerli”.

Ha mai pensato di “mollare”?

“Purtroppo sì. I primi due anni son stati davvero duri e più volte ho preso in considerazione l’idea di abbandonare per tornare al mio vecchio lavoro: realizzavo impianti di progettazione elettrica”.

Qual è stato il progetto più gratificante che ha portato avanti nella nostra scuola?

“Sono molteplici, ma quello più recente è stato il progetto ‘Gewiss’, che, anche grazie alla collaborazione del professor Sirica, docente di Laboratorio Elettrico, è stato accolto in modo molto favorevole dagli studenti dell’attuale terza elettrico. Il programma consisteva nel progettare un dispositivo elettro-meccanico che generasse energia tramite il movimento delle onde del lago (di Garda, chiaramente). Per questa ragione abbiamo creato un plastico del molo di Desenzano, dove i dispositivi sarebbero potuti essere installati. È stato molto interessante vedere come gli studenti siano riusciti a strutturare e a mettere in comune le loro idee!”

Professore, sappiamo che accompagnerà alcuni ragazzi del CFP in stage all’estero. Come giudica questa esperienza?

“Quest’estate ho già avuto modo di accompagnare alcuni studenti all’estero, in Bulgaria, nell’ambito di un progetto ‘Erasmus’. Quando mi è stato proposto di partire con gli alunni del CFP non ci ho pensato due volte: ritengo sia un’esperienza bellissima per i ragazzi perché li vedi cambiare e maturare nell’arco di poche settimane. E mi piace essere partecipe di questa loro trasformazione”.

Federico Lodi, II installatori CFP Desenzano